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Legal Cannabis – Italian Paradoxes

Quando abbiamo iniziato a sentir parlare in Italia della legge sulla legalizzazione abbiamo tutti esultato, le voci che si sono espresse positivamente sono le più disparate, ad esempio la direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, fa uscire un comunicato dove afferma:

“Questo Ufficio esprime parere positivo per tutte le proposte di legge che mirano a legalizzare la coltivazione, la lavorazione e la vendita della cannabis e dei suoi derivati.”
Osservazioni Direzione nazionale AntimafiaCannabislegale.org

Ora, ci sembra che in materia siano piuttosto esperti e che il loro punto di vista dovrebbe avere una certa rilevanza, tuttavia le cose vanno in una diversa direzione.
La proposta di legge originale prevedeva:

  • Possesso legale di 5 grammi, innalzabile a 15 in privato domicilio. Consentito un quantitativo maggiore in caso di prescrizione medica per uso terapeutico.

  • Punito lo spaccio anche per quantitativi minori di 5 grammi

  • Possibilità di coltivare fino a 5 piante femmine e di detenere il prodotto ottenuto. Occorre comunicare la coltivazione all’ufficio regionale dei monopoli

  • Possibilità di coltivare fino a 5 piante femmine e di detenere il prodotto ottenuto. Occorre comunicare la coltivazione all’ufficio regionale dei monopoli

  • È istituito il regime di monopolio per la coltivazione delle piante di cannabis, la preparazione dei prodotti da essa derivati e la loro vendita al dettaglio. Per queste attività sono autorizzati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli anche soggetti privati.

  • Norme che semplificano la produzione e la commercializzazione della cannabis terapeutica.

  • Divieto di fumo di hashish e marijuana in luoghi pubblici

  • I proventi dedicasti dallo stato sono da destinarsi al 5% al fondo nazionale di intervento alla droga e i fondi relativi alle sanzioni amministrative andranno interamente destinati ad interventi informativi, educativi, preventivi, curativi e riabilitativi

  • Punito lo spaccio anche per quantitativi minori di 5 grammi

  • Vai alla proposta di leggei

Andiamo con ordine, nel luglio 2015 per la prima volta in questo paese è stata portato alla camera dei deputati il DDL ( disegno di legge) 3235 “Cannabis legale” proposto da un gruppo interparlamentare, ovvero dei deputati che provengono da differenti schieramenti politici che tuttavia si uniscono in merito ad un dibattito che non vede punti di vista univoci nei loro partiti.
Non sono presenti tuttavia né esponenti della lega né del nuovo centro destra.
Sin dall’inizio vengono proposti 1300 emendamenti, ossia cambiamenti della legge stessa, e si attende una data di discussione in parlamento.

Arriviamo a luglio 2016 data in cui finalmente viene presentato in aula alla camera, ma solo come discussione preliminare infatti nel frattempo si sono accumulati 1550 emendamenti, con i quali le forze politiche contrarie cercano di eliminare totalmente un discorso sulla legalizzazione ad uso non terapeutico, e alla camera sostengono di dover valutare e discutere tali emendamenti. Dunque occorre attendere che le commissioni riunite di Giustizia e Affari Sociali approvino o respingano questi 1550 escamotage volti a vanificare questo disegno di legge.

Passano ancora mesi, tanti mesi.

A marzo 2017 viene definita la composizione del comitato che deciderà sugli emendamenti e preparerà un nuovo testo base che andrà alla camera a luglio 2017, data in cui viene presentato un disegno di legge completamente ripulito dalla parte riguardante la legalizzazione e l’autoproduzione, resta solo la parte sulla cannabis terapeutica, per altro legale ad uso medico dal 2007.
Nemmeno a luglio tuttavia viene votata le legge, per cavilli burocratici, e la discussione viene rimandata a settembre e poi nuovamente al 31 ottobre.

Nel frattempo la situazione si è invertita e alcuni parlamentari hanno proposto degli emendamenti per cercare di far tornare in seno alla legge alcuni di quei principi che la caratterizzavano.

Non siamo qui per prendere posizioni né per fare battaglie politiche, ci prefiggiamo timidamente il solo scopo di fornire informazioni il più chiare possibili, tuttavia l’iter di questo disegno ci sembra dimostrare come si sia voluto alzare un gran polverone e non si sia avuta poi, in seno al governo, nessuna volontà di affrontare una reale discussione sulla legalizzazione, eliminando semplicemente i temi reali della discussione stessa.

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